giovedì 26 ottobre 2017

RECENSIONE: "Without Merit" di Colleen Hoover

Buongiorno!
Come promesso, oggi vi parlo del nuovo romanzo di Colleen Hoover, che dovrebbe uscire presto per Leggereditore con il titolo "La verità che non ti ho detto". Si tratta di un YA autoconclusivo, un po' diverso dai romanzi tipici dell'autrice, ma che mi è comunque piaciuto molto.




Titolo: Without Merit
Autrice: Colleen Hoover
Data d'uscita: 3 ottobre 2017
Pagine: 384
Prezzo: €12,74 (flessibile)

TRAMA

The Voss family is anything but normal. They live in a repurposed church, newly baptized Dollar Voss. The once cancer-stricken mother lives in the basement, the father is married to the mother’s former nurse, the little half-brother isn’t allowed to do or eat anything fun, and the eldest siblings are irritatingly perfect. Then, there’s Merit.
Merit Voss collects trophies she hasn’t earned and secrets her family forces her to keep. While browsing the local antiques shop for her next trophy, she finds Sagan. His wit and unapologetic idealism disarm and spark renewed life into her—until she discovers that he’s completely unavailable. Merit retreats deeper into herself, watching her family from the sidelines, when she learns a secret that no trophy in the world can fix.
Fed up with the lies, Merit decides to shatter the happy family illusion that she’s never been a part of before leaving them behind for good. When her escape plan fails, Merit is forced to deal with the staggering consequences of telling the truth and losing the one boy she loves.
Poignant and powerful, Without Merit explores the layers of lies that tie a family together and the power of love and truth.


RECENSIONE

La storia è narrata dal punto di vista di Merit, una ragazza che si sente schiacciata dal peso dei segreti della sua famiglia. Nei primi capitoli il lettore scopre tutti i componenti della famiglia Voss attraverso la prospettiva e gli occhi della ragazza, arrivando anche quasi a disprezzarli e non comprendendo fino in fondo le motivazioni dei loro gesti, poiché è la stessa Merit a non comprenderli. Quando però il peso dei segreti diventa troppo per le sue spalle, la ragazza cede, non ce la fa più: vuole rivelare ogni cosa e poi vedere come se la caverebbero senza di lei.
Ed è qui che la trama scoppia e i problemi cominciano a emergere, finché Merit capisce, anche grazie a Sagan, il ragazzo per cui ha una cotta, che a volte gli errori degli altri necessitano soltanto del perdono, e che chiedere aiuto non è un male. 


Merit è una ragazza sola, senza amici e con una famiglia che non sopporta: i troppi segreti che mantiene, segreti non suoi, ma che riguardano lei stessa e la sua famiglia fuori dal comune, la portano a isolarsi senza di più, fino ad arrivare all'abbandono della scuola pochi mesi prima del diploma. Con due fratelli troppo perfetti, una madre che non esce dalla sua stanza nel seminterrato, un padre che non la considera e una matrigna che la odia, l'unico componente della famiglia che adora è Moby, il suo fratellastro di quattro anni. E Sagan. Tra loro due scatta subito una connessione, ma lui è sempre insieme alla sorella gemella di Merit, quindi non è "suo". Ma tutto quello che lei vede, e di conseguenza ciò che il lettore vede, sarà la verità? O Merit semplicemente non riesce ad andare oltre la sua prospettiva?
Mi è piaciuto molto anche Sagan, anzi, la cotta è partita già dal capitolo 1: lui sarà di grande aiuto a Merit nel capire il suo problema di depressione e nell'aiutarla ad affrontarlo, facendole capire che non è sola e che il primo passo è amare se stessa. Nonostante la storia d'amore non sia particolarmente in rilievo, il loro rapporto mi tenuta incollata alle pagine.
Nessuno nella famiglia Voss è perfetto, ma proprio per questo mi sono piaciuti: permettono al lettore di capire che tutti commettono degli errori, ma quando vuoi bene a una persona a volte è sufficiente perdonare e andare avanti. 


Se da un lato manca il tipico struggimento che caratterizza solitamente i romanzi della Hoover, dall'altro il suo stile e la sua prosa sono facilmente riconoscibili, rendendo comunque la lettura piacevole, scorrevole ed emozionante. L'ho divorato in pochi giorni, catturata dalle vicende di questa famiglia e incuriosita dai personaggi e dalla storia, che in fondo è evidentemente "hooveriana" (anche grazie ai bellissimi disegni che si trovano tra le pagine).
L'autrice ha voluto semplicemente scrivere qualcosa di diverso, uno YA un po' fuori dai suoi schemi, ma che comunque tratta di temi importantissimi, primo fra tutti la depressione.
Il finale è abbastanza aperto, e nonostante di solito non sia una grande fan di queste (non) conclusioni, in questo caso l'ho trovato adatto, perché la vita va avanti anche quando l'autrice posa la sua penna. Certo, questo non significa che io non muoia dalla voglia di dare una sbirciatina nella vita di Merit, di Sagan e di tutti gli altri, ma so che la Hoover non può più farli soffrire, e che in un modo o nell'altro staranno bene ;)



Il mio voto:





Che ne pensate? Vi ispira? Lo leggerete? Fatemi sapere!

A presto,
Silvy

2 commenti:

  1. Appena uscirà in Italia mi fionderò in libreria. La Hoover è la Hoover ^^

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  2. Assolutamente sì, la hoover non sbaglia un colpo, mi fido di lei e ho aspettative molto alte :)

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